Strahovski: «Odio Serena Joy»

L'attrice racconta il personaggio (tutt'altro che amabile) che interpreta in The Handmaid's Tale, serie rivelazione del 2017 e ora in esclusiva su TIMVISION.

Serena Joy, l'aguzzina di Difred in The Handmaid's Tale, è un personaggio tutt'altro che amabile. La serie di fantascienza distopica, disponibile su TIMVISION dal 26 settembre, ha conquistato i premi più importanti agli Emmy Award (tra cui Miglior Serie Drammatica) grazie alla vividezza con cui ha dipinto la società antifemminista di Gilead. Qui, le figure come Serena Joy fanno parte dell'alta società ma sono incapaci di generare, per questo autorizzate a devolvere le incombenze della procreazione a giovani feconde trattate come capi da riproduzione.

Quella di Gilead è una società terrificante, dove le donne sono le peggiori nemiche delle donne, e dove la frustrazione di non poter partorire trasforma creature come Serena Joy in tiranne senza pietà. Questo ostico ruolo è stato affidato a Yvonne Strahovski, attrice australiana vista nelle serie Dexter e Chuck, che con la sua bellezza algida incarna con bravura Serena Joy, donna all'apparenza dura e razionale ma profondamente instabile.

Abbiamo parlato a quattrocchi del suo personaggio e di questa serie tratta da Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood che punta il dito contro la discriminazione femminile.


L'INTERVISTA

Come sei venuta a contatto con il personaggio di Serena Joy?
Ho letto il copione dell'episodio pilota, mandatomi dal produttore Bruce Miller, ma non avevo mai letto "Il racconto dell'ancella" da cui era tratto. In quella sceneggiatura non c'erano molte informazioni su Serena, per cui ho navigato un po' alla cieca. Si desumeva che lei avesse molti problemi con il marito e qualcosa tra di loro fosse incrinato, inoltre il contesto - quello della società di Gilead - era estremamente perturbante. Per cui, sono andata a fare l'audizione potendomi basare solo sulla sensazione che mi era rimasta addosso del personaggio. L'istinto mi ha aiutato molto.

Serena Joy fa davvero paura, a volte è spietata a volte è quasi gentile: come volevi che il pubblico percepisse il tuo personaggio?
Volevo che gli spettatori pensassero che Serena fosse dura solo all'esterno, che la sua fosse solo una maschera. Anch'io volevo penetrare i misteri dell'animo di Serena Joy per quanto possibile, e cercare in qualche modo di comprendere le orribili azioni di cui si macchia, per far sì che anche gli spettatori si sforzassero un po' di capirla nonostante la odiassero. È una sfida interessante, quando si interpreta un personaggio malvagio, trovare qualcosa che ti piace di lui. 

Alla fine ha cominciato a piacerti un po'? 
Per carità, no, assolutamente no. Mi piace oggettivamente come personaggio perché, in quanto attrice, mi ha dato l'opportunità di lavorare in una serie eccezionale, ma se la incontrassi nella vita vera, la odierei. A questo proposito, è davvero strano rendersi conto che finché stai interpretando quel personaggio tendi a giustificare le sue azioni più riprovevoli, azioni che condanneresti senza appello nella realtà. 

Scopriremo di più del suo passato nella seconda stagione?
È quello che mi hanno promesso!

Cosa ne pensi della società di Gilead?
È orribile. La serie mostra cosa accadrebbe se ci allontanassimo drammaticamente dall'idea che ognuno è uguale e come ci relazioneremmo con questa situazione. La verità è che dovrebbe sempre esserci uguaglianza per tutti: non si può discriminare in base al colore della pelle, al genere, all'orientamento sessuale o altro, tutti devono essere trattati equamente, mentre in The Handmaid's Tale vediamo accadere l'esatto opposto, vediamo addirittura donne trasformate in capi da riproduzione.

Qual è l'aspetto più spaventoso di The Handmaid's Tale secondo te?
Senz'altro che non sono arrivati a quel punto da un momento all'altro: a Gilead non si sono svegliati un giorno e tutto era diverso, il cambiamento è avvenuto gradualmente, ma succedeva. La gente non se ne è accorta solo quando è stato troppo tardi. La cosa più impressionante è che veniva loro tolto un pezzetto di libertà per volta, ma continuando ad adattarsi alla nuova situazione si sono ritrovati senza più niente. 

Hai un personaggio cui sei particolarmente affezionato della tua carriera?
Ho adorato interpretare Serena Joy, penso che la complessità di questo personaggio mi abbia dato molte soddisfazioni e in modo simile ho amato anche il personaggio di Hannah in Dexter perché neanche con lei tutte le risposte si trovavano sulla pagina. Anche lei era controversa e manipolatrice e per un attore è così interessante poter interpretare un personaggio problematico.

È appena ricorso il decennale della serie Chuck: torneresti a interpretare la spia Sarah?
Proprio a nessuno è piaciuto il finale della serie, per cui sì. La possibilità di fare un film è saltata fuori un milione di volte, parlando con gli altri attori, per cui sono sicura che se le nostre vite si incroceranno nel modo giusto lo faremo. Per me Chuck ha un valore aggiunto, era un'esperienza nuova, il mio primo lavoro americano; ed è durato cinque anni, per cui ho imparato tanto sia dal resto del cast che dalla troupe, su come funziona la televisione. È stata davvero la mia introduzione a quel mondo! 

Cosa farai prossimamente?
Per ora sono concentrata sulla seconda stagione di The Handmaid's Tale, ma mi piacerebbe tornare a teatro prima o poi. Qualche anno fa ho debuttato a Broadway [era Lorna Moon in "Golden Boy" di Clifford Odets, ndr]. Sono stata molto fortunata, è stata un'esperienza molto bella, soprattutto perché io mi sono formata a teatro, in Australia, e mi piace molto. Il teatro mi fa sentire a casa anche se è... un'esperienza terrificante salire sul palco e ritrovarsi gli occhi puntati addosso.

 
 
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